Il pacifismo e la critica alla guerra
Scritta durante la devastante guerra del Peloponneso tra Atene e Sparta, la commedia è un potente manifesto contro l’inutilità della guerra, che distrugge le famiglie e dissangua le finanze delle città.
La scheda tecnica CdC della stagione 2026–2027 è in preparazione.
Mentre la guerra del Peloponneso continua a consumare la Grecia, Lisistrata convoca le donne delle città nemiche e propone loro un piano tanto semplice quanto rivoluzionario: rifiutarsi di avere rapporti con i propri uomini finché questi non avranno deposto le armi e concluso la pace. Ateniesi, Spartane e donne provenienti da tutta la Grecia, dopo esitazioni e resistenze, stringono così un’alleanza che supera i confini imposti dalla guerra.
Ma Lisistrata sa che il desiderio, da solo, non basta. Le donne occupano l’Acropoli di Atene, dove è custodito il tesoro necessario a finanziare il conflitto, sottraendo agli uomini anche le risorse con cui continuare a combattere. Ha così inizio uno scontro paradossale: da una parte chi vuole proseguire la guerra, dall’altra chi ha deciso di impedirla senza impugnare alcuna arma.
Tra provocazioni, tentazioni, scontri e irresistibili situazioni comiche, la determinazione delle donne mette progressivamente in crisi l’ordine costituito. E mentre il desiderio diventa sempre più difficile da governare, Ateniesi e Spartani sono costretti finalmente a incontrarsi, trattare e interrogarsi su quanto siano disposti ancora a sacrificare pur di continuare a combattersi.
Lisistrata trasforma così una guerra che sembra interminabile in una delle più audaci e irriverenti commedie di Aristofane: una battaglia combattuta senza armi, nella quale a essere rovesciati sono ruoli, potere e regole del mondo degli uomini.
Con questo allestimento di Lisistrata ho voluto restituire tutta la forza comica e teatrale del testo di Aristofane, senza sovrapporre ad esso inutili attualizzazioni. Ho scelto di partire dal rispetto della parola dell’autore, affidando a cinque attori il compito di dare vita ai diversi personaggi attraverso il ritmo, il corpo e il gioco scenico.
Ho immaginato una scena essenziale, nella quale siano soprattutto gli interpreti a costruire e trasformare lo spazio teatrale. La scelta dei costumi interamente bianchi assume un preciso valore simbolico: il bianco rappresenta la ricerca della pace e, allo stesso tempo, la purezza del femminile, una forza generatrice che si contrappone alla distruzione provocata dalla guerra.
Al centro del lavoro rimane Lisistrata, una donna capace di trasformare il desiderio, l’intelligenza e la determinazione in strumenti di cambiamento. Non ho voluto riscrivere Aristofane per renderlo contemporaneo: credo sia la forza stessa del suo teatro, attraverso la comicità, a parlare ancora oggi al nostro presente.
Scritta durante la devastante guerra del Peloponneso tra Atene e Sparta, la commedia è un potente manifesto contro l’inutilità della guerra, che distrugge le famiglie e dissangua le finanze delle città.
Aristofane mette in scena un’utopia per l’epoca: le donne, relegate storicamente nella sfera domestica (oikos), invadono lo spazio pubblico della politica (polis). La commedia affronta così il problema dell’emarginazione femminile attraverso l’iniziativa e l’azione delle sue protagoniste.
Con Lisistrata, Aristofane immagina un gesto semplice e rivoluzionario: le donne si fermano per costringere il mondo a cambiare. Si sottraggono agli uomini, occupano l’Acropoli, prendono il controllo del tesoro della città e trasformano il proprio corpo, la propria volontà e la propria intelligenza in strumenti di pace.
Lo sciopero delle donne diventa così il grande motore comico dell’opera, ma dietro la provocazione e l’irriverenza si nasconde una riflessione profondissima. Gli uomini governano la città e conducono la guerra; le donne, escluse dalle decisioni, ne subiscono le conseguenze. Aristofane rovescia perciò l’ordine costituito: chi non possiede il potere decide di fermarsi e, proprio attraverso questa sottrazione, conquista la possibilità di cambiare il corso degli eventi.
| Autore | Aristofane |
|---|---|
| Genere | Commedia greca |
| Produzione | Teatro Europeo Plautino |
| Regia | Cristiano Roccamo |
| Durata | 60 minuti (atto unico) |
| Classi consigliate | Dal primo al quinto anno del liceo classico |