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Miles Gloriosus

Date e città Libretti Scarica PDF · 5 pagine

La scheda tecnica CdC della stagione 2026–2027 è in preparazione.

Sinossi

Soldato vanaglorioso, conquistatore almeno a parole e instancabile celebratore delle proprie imprese, Pirgopolinice tiene presso di sé la giovane Filocomasio, sottratta al suo innamorato Pleusicle. Ma nella casa del Miles vive anche Palestrione, servo scaltro e abilissimo tessitore d’inganni, deciso a ricongiungere i due giovani.

Quando Pleusicle raggiunge di nascosto la città e trova ospitalità proprio nella casa accanto a quella del soldato, Palestrione mette in moto il suo piano. Tra passaggi segreti, travestimenti, equivoci e identità inventate, la realtà comincia a moltiplicarsi davanti agli occhi di Pirgopolinice.

Per sconfiggere un uomo convinto di essere il più bello, valoroso e desiderato del mondo, però, non servono armi: basta la sua stessa vanità. Palestrione costruisce così una grande beffa nella quale ognuno interpreta una parte e il Miles, certo fino all’ultimo di dominare gli eventi, finisce inevitabilmente per cadere nella trappola.

Note di regia

L’allestimento del Miles Gloriosus nasce dalla volontà di riportare al centro della scena la forza originaria della comicità di Plauto, rispettandone il testo, il ritmo e i suoi straordinari meccanismi teatrali. Cinque attori danno vita ai diversi personaggi della commedia attraverso un continuo gioco di trasformazioni, equivoci, inganni e travestimenti.

I costumi nascono da una ricerca sull’iconografia del mondo antico e sono ispirati, tra l’altro, alle celebri statuette minoiche note come “Dee dei serpenti”, risalenti al XVI secolo a.C. e conservate presso il Museo Archeologico di Heraklion, a Creta. Forme, volumi e suggestioni cromatiche di queste testimonianze vengono rielaborati teatralmente, senza perseguire una ricostruzione archeologica, ma ricercando un’immagine scenica capace di evocare il Mediterraneo antico. La scena rappresenta una casa immersa nei colori e nelle suggestioni di Efeso, luogo in cui Plauto ambienta la vicenda.

In alcuni brevi momenti dello spettacolo viene recuperato l’uso delle maschere della commedia latina, come richiamo alla tradizione scenica antica e alla sua forte dimensione visiva. Parallelamente, il lavoro sugli attori recupera la costruzione del tipo fisso, elemento fondamentale della comicità plautina: il soldato fanfarone, il servo astuto, il giovane innamorato e gli altri caratteri acquistano immediata riconoscibilità attraverso il gesto, la voce, il ritmo e la fisicità dell’interprete. In alcuni momenti viene inoltre introdotto l’uso dei dialetti, come omaggio alla vitalità del sermo vulgaris e alla capacità della lingua popolare di trasformarsi in strumento di comicità e di immediata comunicazione con lo spettatore.

L’allestimento recupera i meccanismi più autentici del teatro plautino: il rapporto diretto con il pubblico, il lazzo, l’equivoco, il ritmo serrato e il continuo ribaltamento delle situazioni. Dietro la risata emerge anche il senso antimilitarista dell’opera: Pirgopolinice, il soldato che ostenta imprese, conquiste e una forza smisurata, viene progressivamente smascherato e ridicolizzato. La figura del guerriero diventa così un tipo comico, contrapponendo alla prepotenza e all’esaltazione della forza l’intelligenza, l’astuzia e il gioco teatrale.

Il soldato fanfarone diventa il simbolo di una forza che si rivela fragile quando viene privata della propria retorica. La forza viene sconfitta dall’intelligenza, la prepotenza dal gioco teatrale, la vanità dalla risata. È un Plauto che non necessita di essere attualizzato, perché nei suoi tipi fissi, nelle debolezze dei suoi personaggi e nella capacità di mettere in ridicolo l’arroganza del potere continua ancora oggi a parlare direttamente al pubblico.

I grandi temi

Vis comica

La forza comica travolgente, ottenuta con ogni mezzo: dalla beffa all’equivoco, dalla parodia ai giochi di parole. I neologismi nati dalla creatività linguistica, il mimo e ogni tecnica teatrale a disposizione. L’obiettivo primario è far ridere: risus movere.

Servus callidus

Il servo astuto è il vero protagonista e regista della scena. È lui che inventa inganni per aiutare il giovane padrone, dominando l’azione. Palestrione agisce come un vero e proprio regista teatrale. Spesso rompe la quarta parete e si rivolge direttamente al pubblico, esaltando la propria intelligenza e il proprio talento creativo.

Metateatro

La rottura della “quarta parete”: i personaggi parlano direttamente al pubblico, lo rendono complice e consapevole della finzione scenica. Uno strumento comico del teatro di Plauto che ritroviamo anche in Pirandello.

Lo spettacolo
in breve

Scheda dello spettacolo Miles Gloriosus
AutoreTito Maccio Plauto
GenereCommedia latina
ProduzioneTeatro Europeo Plautino
RegiaCristiano Roccamo
Durata75 minuti (atto unico)
Classi consigliateSeconde e Terze