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Sei personaggi in cerca d’autore

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Sinossi

Durante le prove de Il giuoco delle parti, sei personaggi irrompono in teatro: il Padre, la Madre, la Figliastra, il Figlio, il Giovinetto e la Bambina. Sono creature nate dalla fantasia di un autore che ha rifiutato il loro dramma. Chiedono al Capocomico di rappresentarlo.

La loro è la storia di una famiglia spezzata. Il Padre ha allontanato la Madre; rimasta vedova, lei è caduta in miseria con i tre figli. Spinta dalla necessità, la Figliastra è entrata nel retrobottega di Madama Pace e si è trovata davanti al Padre, venuto come cliente senza riconoscerla. Solo l’irruzione della Madre ha interrotto l’incontro.

Il Capocomico accetta, ma ogni tentativo fallisce perché gli attori imitano; i Personaggi esigono di rivivere il dramma nella sua realtà immutabile. Quando la Bambina annega e il Giovinetto si spara, nessuno sa più distinguere la finzione dalla realtà. Pirandello lascia il pubblico sospeso in questa domanda.

Note di regia

Mettere in scena Sei personaggi in cerca d’autore significa entrare nel mistero della creazione artistica. Nella prefazione Pirandello racconta che la Fantasia gli condusse sei creature già vive. Il loro dramma era stato rifiutato; per questo irrompono in teatro, cercando un autore.

La nostra messinscena parte da questa invasione. Il palcoscenico rimane visibile per ciò che è: uno spazio vuoto e impreparato, un luogo di prova. Il teatro non è lo sfondo della vicenda, ma il suo vero campo di battaglia. Senza artifici gli attori accompagnano il pubblico a comprendere cosa vuol dire essere personaggio, una vita bloccata all’interno di una forma non mutevole.

La compagnia tenta di adattare la storia alle esigenze della scena; i personaggi difendono la realtà immutabile del proprio dolore. Gli attori possono interpretare e ripetere. I personaggi possono soltanto essere. Per chi è fissato per sempre nella propria forma, ogni imitazione diventa una deformazione.

La regia abita questa frattura. Tragico e comico, fantastico e realistico si sovrappongono; Madama Pace non entra, ma nasce davanti agli occhi del pubblico. Il vano tentativo di rappresentare il dramma diventa così il vero spettacolo. Pirandello scrive che «per artificio non si crea vita». Eppure, quando risuona lo sparo finale, chi può ancora affermare che quei personaggi non siano vivi?

I grandi temi

Nati vivi, volevano vivere

Pirandello immagina sei creature già vive, staccate dal proprio autore e capaci di muoversi e parlare. Poiché il loro dramma è stato rifiutato, cercano sul palcoscenico un altro autore che possa accoglierlo. La commedia nasce dal loro tentativo, insieme tragico e comico, di far vivere sulla scena ciò che portano e soffrono dentro di sé.

Crediamo d’intenderci

Ogni personaggio difende la propria verità, ma le parole non riescono a consegnarla agli altri. Ciascuno attribuisce alle stesse parole un significato diverso e fissa l’altro in una sola immagine, dimenticando le molte possibilità d’essere che abitano ogni individuo. L’incomprensione non è un incidente: è la condizione stessa dei loro rapporti.

La vita muta, la forma resta

La vita si muove e cambia; il personaggio, invece, è fissato per sempre nella propria forma. Gli uomini possono trasformarsi, i sei restano inchiodati al loro dolore. Questa immobilità li rende più consistenti degli attori che tentano di imitarli: l’opera d’arte conserva viva, ogni volta come nuova, la sua creatura.

Il conflitto immanente tra la vita e la forma è condizione inesorabile non solo dell’ordine spirituale, ma anche di quello naturale. La vita che s’è fissata, per essere, nella nostra forma corporale, a poco a poco uccide la sua forma. Il pianto di questa natura fissata è l’irreparabile, continuo invecchiare del nostro corpo… Tutto ciò che vive, per il fatto che vive, ha forma, e per ciò stesso deve morire: tranne l’opera d’arte, che appunto vive per sempre, in quanto è forma.

Lo spettacolo
in breve

Scheda dello spettacolo Sei personaggi in cerca d’autore
AutoreLuigi Pirandello
GenereDramma metateatrale
ProduzioneTeatro Europeo Plautino
RegiaCristiano Roccamo
Durata70 minuti (atto unico)
Classi consigliateQuinte